Valutazione / Valutazione di impatto sociale partecipata: Impresa sociale Fondazione Abele Home > Valutazione > Valutazione di impatto sociale partecipata: Impresa sociale Fondazione Abele La Fondazione Gruppo Abele di Torino, opera da 60 anni con il desiderio di accompagnare le persone in difficoltà, che ogni giorno incontra nei servizi di accoglienza, verso un futuro vissuto in dignità e autonomia. Dalla mission: “Vogliamo produrre cultura, cioè trasformare in patrimonio condiviso le grandi intuizioni che ogni giorno offre la strada. Vogliamo fare politica, cioè trasformare l’impegno per migliorare la vita dei singoli, in proposte per migliorare la vita di tutti. Desideriamo stare nella complessità, per decifrarne gli stimoli e la ricchezza. Evitare semplificazioni e banalizzazioni. Aspiriamo a cambiare il mondo, senza smettere di cambiare noi.” A partire da questo sguardo la Fondazione è interessata ad avviare la prima analisi di impatto sociale sulle proprie attività, con il desiderio di riconoscere cambiamenti ed effetti generati oltre l’autopercezione dei singoli attuatori o beneficiari. La sfida: Accompagnare la Fondazione Abele nello sperimentare la sua prima valutazione di impatto facendo emergere alcuni dubbi e resistenze sull’utilità del processo e superando il timore di appesantire la struttura organizzativa. La soluzione: Si è optato per il modello partecipato, così da coinvolgere attivamente un gruppo di lavoro diversificato per aree di attività. Il gruppo di lavoro dopo i primi confronti ha eletto l’ambito di osservazione identificato nella “capacità genitoriale” che rappresenta un aspetto trasversale agli ambiti di attività. Il fare le cose insieme, condividere e apprender i principali passaggi metodologici dell’analisi del cambiamento, il confronto partecipato, hanno generato consapevolezza e un rinnovato convincimento sulla utilità e sostenibilità del processo. La testimonianza: Ho incominciato ad aiutare altre famiglie che sono nella mia stessa condizione. Tra i cambiamenti ecco un effetto trasformativo legato all’attivazione di un modello di prossimità, un cambiamento che non era stato considerato dal gruppo di lavoro all’inizio del processo. Mediamente i cambiamenti cosiddetti “non intenzionali” pesano oltre il 50% rispetto a quelli cosiddetti “intenzionali”. (Fonte: banca dati Impatto sociale Isnet con oltre 200 indicatori costantemente monitorati). Vuoi avviare un percorso di cambiamento? CONTATTACI